La duplice anima artistica del Pakistan : Rashid Rana e Shahzia Sikander

Quando si dice che l’arte supera i confini…è stato così anche per l’India e il Pakistan in occasione della biennale d’arte di Venezia “My east is your west” del 2015, dove per la prima volta artisti Indiani e Pakistani hanno collaborato insieme per dare vita ad un unica installazione. L’opera è stata esposta a Palazzo Benzon, al Centro di Venezia e aveva lo scopo di rappresentare i due paesi come una sola entità, mettendo in luce solamente l’essenza del popolo diviso dalla Partition. Rashid Rana, di formazione pittore ma anche fotografo, scultore ed visual artist, è sicuramente uno dei volti pakistani più conosciuti al mondo in ambito artistico ed ha rappresentato il Pakistan a Venezia insieme a Shilpa Gupta, artista rappresentante l’India. Rashid Rana è stato inoltre il direttore artistico della biennale dell’arte di Lahore che si è svolta nella città a novembre 2017. 

Tra i lavori di Rashid Rana, la serie Veil IVeil IIVeil III (2004) è di particolare interesse (Figura 1). Qui l’artista ha ricostruito l’immagine di una donna in burqa con una collage di milioni di figure femminili pornografiche occidentali 

(Figura 2).

Figura 1: Veil Series I, 2004                                               Figura 2: Veil Series I, dettaglio

Come ha spiegato l’artista in diverse interviste, quest’opera distrugge due stereotipi opposti e negativi nei confronti delle donne. Da una parte denuncia l’oggettificazione del corpo femminile da parte dell’industria pornografica e dall’altro, la percezione e l’utilizzo del burqa a fini politici. L’artista ha inoltre spiegato durante un’intervista la scelta di non esporre questo lavoro in Pakistan per evitare scandali. [1]Si può ritrovare la stessa tecnica in un’altra opera dell’artista pakistano: In The World is Not Enough.  Anche qui, con milioni di immagini di spazzatura prese nei dintorni della città di Lahore, il lavoro di Rashid Rana sembra rappresentare, ad un occhio distante e poco attento, la bellezza delle onde del mare quando invece è ed dev’essere un’opera che fa riflette sull’idea di bellezza e il decadimento delle città, in seguito all’inquinamento (Figura 3).  

Figura 3: The World is not Enough, 2006

La miniatura moderna di Shahzia Sikander

                                         Figura 4: ritratto di Shahzia Sikander con alle spalle un frammento del film Parallax

Shahzia Sikanderè un altro volto artistico pakistano da esplorare. Di origini pakistano-americane, anche lei studentessa del National College of Arts di Lahore, ha conseguito una specializzazione sulla pittura in miniatura persiana e mughal. I suoi lavori sono frutto di un’interessante e coraggiosa fusione dell’arte indo-persiana e astrazione minimalista, rendendo la miniatura un’arte contemporanea e facendola diventare così un nuovo linguaggio per esprimere il mondo di oggi. La fluidità dell’identità è al centro delle sue opere che sono un mezzo di esplorazione della propria identità.[2]In occasione della mostra personale intitolata Ecstasy as Sublime, Heart as Vector, ospitata nel Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma, l’artista ha esposto delle installazioni, unendo il disegno organico e artificiale. 

Figura 5: The Scroll, 1989-1991

            Figura 6: Uccelli neri invadono la corte mughal, animazione video SpiNN, 2003

     Figura 7: Ready to Leave, 1997


[1]Fash Art by Lavinia Filippi. Per l’intervista, consultare il sito: 

http://www.flashartonline.it/article/rashid-rana/

Bibliografia -Art news:

Rashid Rana named artisti director of Lahore biennale http://www.artnews.com/2016/03/15/rashid-rana-named-artistic-director-of-lahore-biennale/

-Lisson Gallery : Rashid Rana https://www.lissongallery.com/artists/rashid-rana/

-Rashid Rana exbited at the Saarchi Gallery https://www.saatchigallery.com/artists/rashid_rana.htm-Artnet/

-Shahzia Sikander’s hybrid, hypnotic works are inspired by her study of manuscript illuminations in her native Pakistan and elsewhere http://www.artnews.com/2013/04/15/shahzia-sikander-maximalist-miniatures/

About Maria Casadei

I am a Masters student at the Naples University L’Orientale. I graduated at the University of Ca’ Foscari in Venice with the thesis “Ascetism: the rituals of renunciation”. My study of Hindi and Arabic language encouraged me to pursue my interest on religions and religious groups of Indian subcontinent. I continue my research at the Institute of Languages and Oriental Civilizations (INALCO) in Paris, studying Telegu in order to embrace the history and the evolution of literature, politics and linguistics of south India. Mi chiamo Maria Casadei e sono studentessa di Laurea Magistrale all’Università di Napoli L’Orientale. Ho conseguito la laurea triennale all’Università di Venezia con la tesi “Ascetismo: i rituali della rinuncia”. I miei studi si sono concentrati soprattutto sullo studio della lingua Hindi e Urdu con un particolare interesse verso le religioni e le culture di questi due paesi. L’esperienza di studio presso l’Istituto Nazionale di Lingue e Civiltà Orientali di Parigi (INALCO) mi ha permesso di intraprendere lo studio della lingua telugu che mi ha portato ad avvicinarmi all’India del sud e, in particolare, alla sua evoluzione linguistica, letteraria e politica.

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