Perché l’India è così importante per gli Emirati Arabi?

BBC hindi, New Delhi, 11 Febbraio 2019

Il principe Sheikh Mohammad e il primo ministro Indiano Narendra Modi in visita ad Abu Dhabi

La lingua hindi è diventata la terza lingua ufficiale ad Abu Dhabi. 

Prima erano l’arabo e l’inglese ma ora si è unita anche la hindi. Il principe Sheikh Mohammad ha preso questa decisione dal momento che il numero di interlocutori della hindi continua a crescere. Secondo le cifre ufficiali l’intera popolazione degli Emirati è di 9 milioni di abitanti e un terzo di questa è immigrata. Tra questi ci sono 2.600.000 immigrati di origine indiana che corrispondono al 30 % della popolazione e formano la più grande comunità immigratoria degli Emirati Arabi. 

Il vice segretario del dipartimento di giustizia di Abu Dhabi Yosef Sarid Al Abri ha affermato che questa decisione è stata presa per avere maggiore trasparenza nell’ambito giudiziario. Al abri ha detto al KhalijTimes: “La lingua hindi è stata aggiunta alle lingue giuridiche affinché le persone di lingua hindi non incontrino difficoltà nelle pratiche giudiziarie”. 

Quanto è influente la popolazione indiana negli Emirati Arabi? Per rispondere a questa domanda è sufficiente pensare che il leader del partito più importante dell’India durante la sua visita ad Abu Dhabi li ha incontrati e ha parlato della sua compagna elettorale. 

Qualche mese fa il ministro indiano del commercio e dell’industria Suresh Prabhu aveva detto che l’alleanza tra i due paesi creerà una sorta di “zona economica speciale”.

Sia l’India che gli Emirati Arabi dipendono da altri paesi per quanto riguarda la consumazione alimentare. L’India soddisfa il suo bisogno energetico grazie ad altri paesi. 

Suresh Prabhu dopo aver parlato con i rappresentanti di entrambi i paesi aveva detto: “ Siamo pronti all’esportazione. Gli Emirati Arabi sono interessati ad investire nella trasformazione dei prodotti alimentari e nell’agricoltura biologica. Da questo ci saranno benefici anche per i nostri contadini”. Gli Emirati Arabi sono molto importanti per l’economia dell’India. 

Secondo la banca mondiale gli immigrati indiani di tutto il mondo sono i primi della classifica per quanto riguarda le quantità di denaro spedito in India dal paese straniero dove risiedono. 

Nel 2017 gli indiani espatriati hanno spedito 69 miliardi di dollari che è 7 volte maggiore delle riserve di denaro straniero del Pakistan attuale. 

Paragonando la situazione a quella del 1991, c’è stata una crescita di 22 volte della moneta straniera che entra nel sub continente indiano grazie agli immigrati indiani.  

Secondo l’ultimo Report di Migrazione della banca mondialequesto fenomeno non avviene solo in India ma anche in Cina, nelle Filippine, in Messico e in Nigeria.

Negli Emirati Arabi la maggior parte degli indiani viene dal Kerala. Secondo un’analisi indiana, il Kerala è la destinazione maggiore dei soldi inviati dai paesi esteri. 

Negli Emirati Arabi la popolazione indiana è il 30%

Gli indiani provenienti dal Kerala sono il 40% mentre quelli del Punjab sono al secondo posto con 12.7%, Tamilnadu (12.4%) è al terzo posto, Andhra Pradesh (7.7 %) al quarto e l’Uttar Pradesh è al quinto con il 5.4%. 

La popolazione totale del Kerala è di 30 milioni di abitanti e il 10%  di questi non vive nel suo paese. Il centro di Studi dello sviluppo afferma che l’emigrazione della popolazione del Kerala non è una novità. 

Secondo il CDS “Il Kerala è l’unico stato tra i paesi del golfo dove continua la migrazione da oltre 50 anni. Nei paesi del golfo gli indiani del Kerala sono diventati una grande risorsa. 

Dietro la recente urbanizzazione del Kerala ci sono infatti gli indiani che vivono all’estero che inviano alla famiglia il denaro guadagnato.

Inoltre il CDS afferma che in Kerala sono state costruite 360 nuove città tra il 2001 e il 2011. Secondo le cifre del 2015 del Ministero degli affari esteri indiani quest’anno 7,8100,000 persone si sono trasferite all’estero per lavorare, di cui il 96% in Arabia Saudita, Emirati, Bahrein, Kuwait, Qatar e Oman. 

Il secondo paese per la più alta migrazione indiana sono gli Emirati Arabi. Nel 2017 quando il principe degli Emirati è venuto come ospite per il Republic Day (festa nazionale indiana che si celebra ogni 26 gennaio), l’India e gli Emirati hanno deciso di imporre nei prossimi cinque anni una crescita del 60% nel commercio bilaterale. 

Secondo le notizie di Gulf Nyuj ogni settimana ci sono 1,076 voli tra l’India e gli Emirati e il turismo bilaterale è in crescita. 

Gli Emirati si stanno anche occupando delle procedure riguardo i visa per la popolazione indiana. A questo proposito l’India dal 2015 ha istituito l’E-visa per i cittadini degli Emirati. 

Per l’India Dubai è un centro commerciale, logistico e ferroviario dove l’aeroporto Internazionale di Dubai svolge un ruolo importante. 

Secondo le ultime cifre i turisti di Dubai sono per la maggior parte di origine indiana. Nello sviluppo degli Emirati Arabi gli immigrati indiani svolgono un ruolo fondamentale nel settore edilizio e della tecnologia. 

Nel 2014 dopo l’elezione di Narendra Modi le relazioni con gli Emirati e l’Arabia Saudita sono diventate ancora più forti. Modi è l’unico leader politico a cui l’Arabia Saudita ha concesso l’onorificenza di cittadino onorario. 

Il vice segretario del commercio estero e dell’industria degli Emirati Abdullah Al Soleh ad agosto dello scorso anno aveva detto che : “ il commercio tra l’india e gli Emirati arriverà a 100 miliardi di dollari entro il 2020. Nel 2017 il commercio tra i due paesi è arrivato a 53 miliardi di dollari dove 35 Miliardi sono stati investiti al di fuori del business petrolifero”.

Dopo la Cina e l’America l’India è il terzo patner economico degli Emirati Arabi. 

About Maria Casadei

I am a Masters student at the Naples University L’Orientale. I graduated at the University of Ca’ Foscari in Venice with the thesis “Ascetism: the rituals of renunciation”. My study of Hindi and Arabic language encouraged me to pursue my interest on religions and religious groups of Indian subcontinent. I continue my research at the Institute of Languages and Oriental Civilizations (INALCO) in Paris, studying Telegu in order to embrace the history and the evolution of literature, politics and linguistics of south India. Mi chiamo Maria Casadei e sono studentessa di Laurea Magistrale all’Università di Napoli L’Orientale. Ho conseguito la laurea triennale all’Università di Venezia con la tesi “Ascetismo: i rituali della rinuncia”. I miei studi si sono concentrati soprattutto sullo studio della lingua Hindi e Urdu con un particolare interesse verso le religioni e le culture di questi due paesi. L’esperienza di studio presso l’Istituto Nazionale di Lingue e Civiltà Orientali di Parigi (INALCO) mi ha permesso di intraprendere lo studio della lingua telugu che mi ha portato ad avvicinarmi all’India del sud e, in particolare, alla sua evoluzione linguistica, letteraria e politica.

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